Fattura elettronica

Per il garante per la privacy la fatturazione elettronica va rivista perchè non sono garantiti alcuni diritti 

(articolo Edilportale 20/11/2018) Il nuovo obbligo della fatturazione elettronica “presenta rilevanti criticità in ordine alla compatibilità con la normativa in materia di protezione dei dati personali”. Ad affermarlo è il Garante per la protezione dei dati personali che, in una comunicazione inviata all’Agenzia delle Entrate ha chiesto una modifica della normativa.
Fatturazione elettronica, Garante privacy: ‘non conforme alle norme italiane e Ue

Il nuovo obbligo di fatturazione elettronica, sostiene il Garante per la privacy, “presenta un rischio elevato per i diritti e le libertà degli interessati, comportando un trattamento sistematico, generalizzato e di dettaglio di dati personali su larga scala, potenzialmente relativo ad ogni aspetto della vita quotidiana dell’intera popolazione, sproporzionato rispetto all’obiettivo di interesse pubblico, pur legittimo, perseguito”.

Come spiegato in una nota, il Garante ha rilevato una serie di criticità. In primo luogo, l’Agenzia, dopo aver recapitato le fatture in qualità di “postino” attraverso il sistema di interscambio (SDI) tra gli operatori economici e i contribuenti, archivierà e utilizzerà i dati anche a fini di controllo. Tuttavia non saranno archiviati solo i dati obbligatori a fini fiscali, ma la fattura vera e propria, che contiene di per sé informazioni di dettaglio ulteriorisui beni e servizi acquistati, come le abitudini e le tipologie di consumo, legate alla fornitura di servizi energetici e di telecomunicazioni (es. regolarità nei pagamenti, appartenenza a particolari categorie di utenti), o addirittura la descrizione delle prestazioni sanitarie o legali. 

Altre criticità, si legge nella nota, derivano dalla scelta dell’Agenzia delle entrate di mettere a disposizione sul proprio portale, senza una richiesta dei consumatori, tutte le fatture in formato digitale, anche per chi preferirà comunque continuare a ricevere la fattura cartacea o digitale direttamente dal fornitore, come garantito dal legislatore.

Ulteriori problemi, spiega il Garante, pone il ruolo assunto dagli intermediari delegabili dal contribuente per la trasmissione, la ricezione e la conservazione delle fatture, alcuni dei quali operano anche nei confronti di una moltitudine di imprese, accentrando enormi masse di dati personali con un aumento dei rischi, non solo per la sicurezza delle informazioni, ma anche relativi a ulteriori usi impropri, grazie a possibili collegamenti e raffronti tra fatture di migliaia di operatori economici.

Anche le modalità di trasmissione attraverso lo SDI e gli ulteriori servizi offerti dall’Agenzia (come la conservazione dei dati) presentano criticità per quanto riguarda i profili di sicurezza, a partire dalla mancata cifratura della fattura elettronica, tanto più considerato l’utilizzo della PEC per lo scambio delle fatture, con la conseguente possibile memorizzazione dei documenti sui server di posta elettronica.

Sulla base di questi motivi, il Garante ha chiesto all’Agenzia di far sapere con urgenza come intenda rendere conformi al quadro normativo italiano ed europeo i trattamenti di dati che verranno effettuati ai fini della fatturazione elettronica.

Il garante ha aggiunto che una consultazione preventiva, prevista anche Regolamento europeo, avrebbe evitato una richiesta di modifica in corso d’opera.

Fatturazione elettronica, come funziona
Dal 1° gennaio 2019 la fatturazione elettronica tra privati diventerà obbligatoria in tutte le operazioni. L’obbligo, introdotto dalla legge di Bilancio per il 2018, è in vigore dal 1° luglio 2018 per le operazioni relative ai subappalti

Ricordiamo che la fattura elettronica non è obbligatoria per i professionisti rientranti nel regime dei minimi o nel regime forfettario

Fatturazione elettronica, in molti chiedono la proroga
Con una serie di emendamenti presentati al disegno di Legge di Bilancio per il 2019 è stata chiesta nuovamente la proroga dei termini per l’avvio della fatturazione elettronica. Le proposte sono state però dichiarate inammissibili. Non sorprende, dato che nei giorni scorsi il Presidente del Consiglio ha sbarrato la strada a qualsiasi slittamento alla data del primo gennaio 2019.
Sono stati invece considerati ammissibili, e verranno esaminati, gli emendamenti che propongono sanzioni più leggere nella fase di avvio del nuovo sistema.



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