Testo Unico Edilizia

Si pensa ad una revisione per la modifica della norma del 2001(DPR 380/01), un tavolo di confronto si è tenuto nel corso dell'assemblea annuale ANCI di inizio novembre. Il processo di riordino della materia è al vaglio anche del Governo. Elenco delle varie modifiche 

Al centro dei possibili e prevedibili cambiamenti sicurezza e sostenibilità.

Negli anni il Testo Unico ha subìto molte modifiche, elaborate con l’obiettivo di semplificare l’iter dei procedimenti.
Il D.lgs. 301/2002 ha modificato la procedura per il pagamento del contributo per il rilascio del permesso di costruire, la disciplina per la realizzazione di interventi con Super-Dia (oggi Scia alternativa al permesso di costruire) e l’iter per il rilascio del permesso di costruire in sanatoria.
La Legge 326/2003 sul condono edilizio, per evitare l’abbattimento di una serie di opere abusive, ha rivisto la vigilanza sull’attività urbanistico-edilizia e la disciplina sulle sanzioni.
DL “Incentivi” 40/2010 ha introdotto tre tipi di interventi di edilizia libera, per i quali è necessaria solo la comunicazione di inizio lavori (CIL) o la presentazione di una relazione tecnica. Tra gli interventi liberalizzati spiccano la manutenzione straordinaria, l’apertura di porte interne o lo spostamento di pareti interne.
DL 78/2010 ha introdotto la Scia, Segnalazione certificata di inizio attività, che ha sostituito la Dia e ha permesso l’avvio del cantiere nello stesso giorni di presentazione della domanda, senza dover più aspettare 30 giorni. 
Dpr 160/2010 ha introdotto il Suap, Sportello unico delle attività produttive, unico soggetto pubblico di riferimento territoriale per tutti i procedimenti relativi all’esercizio di attività produttive, di prestazione di servizi e agli interventi di localizzazione, realizzazione, trasformazione, ristrutturazione o riconversione, ampliamento o trasferimento di impianti produttivi.
DL 83/2012 ha introdotto in seguito il SUE, Sportello unico dell’edilizia, unico punto di accesso per tutti i nulla osta e pareri necessari al rilascio del permesso di costruire, e ha modificato ancora il procedimento per il rilascio del  permesso di costruire stabilendo che se entro 60 giorni non intervengono le intese e i nulla osta il responsabile dello sportello unico indice la conferenza di servizi. IL

Il Decreto del Fare (DL 69/2013) ha introdotto la possibilità di realizzare interventi di ristrutturazione edilizia con cambio di sagoma, salvo nel caso di immobili vincolati. La modifica riscosse successo tra gli addetti ai lavori. Secondo il Consiglio degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori (Cnappc), la norma avrebbe consentito la rigenerazione del patrimonio edilizio italiano. Al contrario, l’Istituto Nazionale di Urbanistica parlò di “attentato alla storia edilizia dell’Italia, alle forme delle sue città e dei suoi paesi”. 
Il Decreto “Sblocca Italia” (DL 133/2014) che ha semplificato le procedure per la realizzazione di interventi all’interno delle unità immobiliari. La norma ha stabilito non solo che i lavori di manutenzione straordinaria che consistono nel frazionamento o accorpamento di unità immobiliari possono essere realizzati con Comunicazione di inizio lavori (Cil), anziché con Segnalazione certificata di inizio attività (Scia), ma anche che i lavori possono comportare la variazione delle superfici delle singole unità e del carico urbanistico, a condizione di non modificare la volumetria.
Per pubblicizzare l’iniziativa, il Governo lanciò lo spot “è casa tua, decidi tu” contro il quale Confedertecnica presentò ricorso all’Agcm ritenendo la pubblicità ingannevole. Secondo i tecnici, la modifica dello Sblocca Italia non aveva introdotto una semplificazione di rilievo perchè rimanevano comunque da affrontare procedure complesse.
Con la riforma della Pubblica Amministrazione (Legge 124/2015) poi, si è arrivati ad un sistema di moduli edilizi unificati sul territorio nazionale per rendere più agevole l’attività dei professionisti.
Legge 96/2017  modifica la definizione di intervento di restauro e risanamento conservativo. La norma è stata scritta con l’obiettivo di rendere più facili i cambi di destinazione d’uso nei centri storici e mettere fine ai contrasti interpretativi sul Testo unico.



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