Veneto - contenimento uso del suolo

Nuova legge della Regione Veneto su contenimento consumo del suolo con una programmazione regionale e comunale. Il comunicato della Regione, l'opinione dell'ANCE 


Nello specifico la Giunta regionale, sentita la competente commissione consiliare, stabilirà la quantità massima di consumo di suolo ammesso nel territorio regionale nel periodo preso a riferimento e la sua ripartizione per ambiti comunali o sovracomunali omogenei, sulla base delle specificità territoriali e delle informazioni fornite dai comuni.
 
La quantità massima del consumo di suolo ammesso nel territorio regionale sarà sottoposta a revisione almeno quinquennale. I comuni approveranno la variante di adeguamento dello strumento urbanistico generale al provvedimento di Giunta regionale. 
  

Comunicato stampa Regione Veneto N° 777 del 29/05/2017

“Con la nuova legge si promuove un processo di revisione sostanziale della disciplina urbanistica che, oggi, deve essere ispirata ad una nuova coscienza delle risorse territoriali ed ambientali. In particolare la nuova disciplina mira a ridurre progressivamente il consumo di suolo non ancora urbanizzato, in coerenza con l'obiettivo europeo di azzerarlo entro il 2050”. E’ quanto sottolinea l’assessore regionale al territorio, a conclusione del dibattito in Consiglio regionale che ha portato all’approvazione della normativa sul contenimento del consumo di suolo.  

“La nuova legge regionale – fa rilevare l’assessore – stabilisce che l’obiettivo del contenimento di consumo di suolo sarà gradualmente raggiunto nel corso del tempo e sarà soggetto a programmazione regionale e comunale”. 
Nello specifico la Giunta regionale, sentita la competente commissione consiliare, stabilirà la quantità massima di consumo di suolo ammesso nel territorio regionale nel periodo preso a riferimento e la sua ripartizione per ambiti comunali o sovracomunali omogenei, sulla base delle specificità territoriali e delle informazioni fornite dai comuni. La quantità massima del consumo di suolo ammesso nel territorio regionale sarà sottoposta a revisione almeno quinquennale. I comuni approvano la variante di adeguamento dello strumento urbanistico generale al provvedimento di Giunta regionale. 
“Particolare rilievo nell’impianto normativo della legge  rivestono le previsioni volte alla riqualificazione edilizia ed ambientale e alla rigenerazione urbana, che indicano forme ed azioni quali la demolizione di opere incongrue o di elementi di degrado, il recupero e la riqualificazione del patrimonio edilizio esistente e lo sviluppo di tipologie edilizie urbane a basso impatto energetico e ambientale. A tal fine viene istituito uno specifico fondo regionale”.

 

ANCE VENETO:  far ripartire il mercato della la rigenerazione urbana 

È difficile esprimere un’opinione netta sulla nuova legge prima di averne esaminato il testo. Si tratta di un testo molto articolato i cui effetti, a partire dall’indagine che coinvolgerà i Comuni sulla delimitazione dell’‘urbanizzazione consolidata’, fino alla definizione della capacità edificatoria nella fase transitoria, dovranno essere monitorati con molta attenzione”. Così Giovanni Salmistrari, presidente di Ance Veneto.
 “Se il dibattito si sposta sul piano del principio e della filosofia della legge - ha continuato Salmistrari -, la posizione dell’Ance è molto chiara: il contenimento del consumo di suolo, accompagnato da efficaci politiche a sostegno della rigenerazione urbana, sarà inevitabilmente tra i capisaldi delle politiche di pianificazione urbanistica dei prossimi anni. Uno sviluppo basato su una previsione di crescita demografica non più attendibile e che non tenga conto di una necessaria rivitalizzazione dei centri città è destinato a creare nuovi squilibri economici e imprenditoriali”.
 “Come ogni grande trasformazione, d’altro canto, occorre naturalmente un approccio graduale. Non si può pensare di bloccare da subito ogni intervento per il quale non sia sufficiente un titolo edilizio diretto, anche se il promotore ha già stipulato con il Comune la convenzione urbanistica. Bisogna rispettare i diritti acquisiti e crediamo, a una prima analisi, che la legge ne abbia tenuto conto”.
 “Ora occorre far partire seriamente il mercato della rigenerazione urbana. La legge regionale prevede alcuni stanziamenti, ma occorrerà certamente un approccio più avanzato, con il sostegno della legislazione nazionale: occorre accorciare il gap di costo, attraverso specifici accorgimenti fiscali, tra nuovo e ristrutturazione. Sarebbe stato utile, ad esempio, che la legge regionale avesse previsto il riconoscimento di ‘pubblico interesse’ negli interventi di riqualificazione o rigenerazione urbana, un passaggio che consentirebbe di superare gli impasse legati alla polverizzazione delle proprietà coinvolte, ad esempio nei grandi condomini”.



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